San Giuseppe nella famiglia camilliana 6 parte

Vi proponiamo per accompagnare la Novena di San Giuseppe, la Tesi di Magistero in Scienze Religiose Indirizzo didattico 

“San Giuseppe nella Teologia e nella vita della Chiesa con particolare riferimento all’ Istituto delle Figlie di San Camillo”

di Suor Eliane Köhler presentata alla Pontificia Università Lateranense Facoltà di teologia Istituto Superiore di Scienze Religiose «Ecclesia Mater» Roma 1997. 

Dal Capitolo III segue....

Nella vita del padre Tezza e soprattutto nei suoi scritti troviamo vari accenni e riferimenti a san Giuseppe che stanno a dimostrare il suo amore e la sua, devozione verso il Santo. 

Un primo accenno lo troviamo nella lettera che scrive al padre Artini il 14 gennaio 1867: « ... Grazie del san Giuseppe. Molto volentieri saremo costì mercoledì sera ... »31

L'Il marzo dello stesso anno, ancora a padre Artini, scrive: 

« ... Padre mio a domani sarò di nuovo al suo seno ed al mio san Giuseppe ... »32

La cronaca della casa di Noviziato, in cui il Tezza era residente in quell'anno, annota: 

«Per il giorno 19 marzo, festa del glorioso patriarca san Giuseppe, il padre Tezza fece nella stipata Chiesa un ammirabile panegirico inter solemnia»33

Il 12 gennaio dell'anno precedente invece, Luigi scriveva: 

«Per il mio san Giuseppe avrei bisogno di sapere se sia in costume qualche metodo speciale per riguardo ai temi dei discorsi, se ve ne siano alcuni obbligati, o se siano al tutto in libertà del dicitoreo»34

Scrivendo ancora a padre Artini il 1 aprile 1867, padre Tezza concludeva la lettera dicendo: 

« ... Quanto mi dispiacerebbe dover lasciare V. P. nella mestizia che forse non manifestavo nei giorni scorsi, e quindi nel maggior bisogno di chi da vicino la venga confortando - ma io n'ho commessa e ne commetto ad ogni istante la cura pietosa alla Madonna SS.ma ed a san Giuseppe benedetto che ha, son certo, con V.P. ogni momento con la soavità dei conforti loro, ben più validi ed efficaci che non siano i poverissimi miei ... »35

Al termine degli esercizi spirituali del 1868 il Padre annota i propositi maturati in quei giorni trascorsi nel silenzio e nella preghiera, e scrive: 

«Al cospetto della SS.ma Trinità e di tutta la corte celeste, alla vostra maggior gloria, mio amabilissimo Gesù, in riparazione agli oltraggi al vostro Cuore adorabile, e onore della mia cara madre Immacolata Maria e del purissimo patrono san Giuseppe ... intendo consacrare tutto me, quanto ho e sono e faccio e sarò per fare al Cuore adorabile di Gesù per la conversione dei poveri peccatori pei quali non mancherò ogni giorno e il più spesso che possa interessare la tenerezza materna di Maria e quello purissimo di san Giuseppe, mio specialissimo Padre»36.

Anche santa Teresa d'Ávila amava chiamare san Giuseppe suo «padre» e protettore e raccomandarsi a lui con fervore. Diceva di non ricordarsi d'aver chiesto a san Giuseppe alcuna grazia o favore in cui non fosse stata da lui ascoltata, inoltre diceva: «Sono meravigliose le grazie che Dio mi ha concesse per intercessione di questo Santo ... Si direbbe che ad altri Santi il Signore abbia dato il potere di soccorrere in una necessità particolare, mentre so per esperienza che il glorioso Santo soccorre in tutte»37

Il patrocinio di san Giuseppe sulla Chiesa universale venne proclamato da Pio IX l'8 dicembre 1870 38

Per una felice coincidenza in quell'anno Luigi Tezza si trovava a Roma dove era stato convocato dai superiori maggiori dell'Ordine e nominato vice maestro dei novizi; al termine degli esercizi spirituali, alla vigilia dell'Immacolata e della proclamazione di san Giuseppe a Patrono della Chiesa universale, padre Tezza annotava il seguente proposito: 

«Come frutto dei santi spirituali Esercizi ... emetto con tutto il cuore alla maggior gloria di Dio, ad onore della mia cara Madre Immacolata Vergine Maria, e dei miei santi avocati e protettori san Giuseppe ... nonché a maggior profitto del mio spirito, ... di mantenere in ogni momento del giorno la più intima unione di affetto al Cuore Adorabile di Gesù cui onorerò ogni dì di qualche pratica speciale di devozione in unione a quello Immacolato di Maria e al purissimo di san Giuseppe, affinché mediante la loro amorosa protezione possa mantenere quanto sopra ho promesso ... »39


30 Avvisi per i Novizi della provincia Lombardo-Veneta, Casa di Noviziato S. Giuliano, Verona 1934, p.15. 
31 Citato da BRAZZAROLA B., Biografia del Servo di Dio p. Luigi Tezza camilliano. Anni 1865-1868. Documenti e Studi, Figlie di San Camillo, Grottaferrata (Roma) 1993, p. 58. 
32Ibidem, p. 58. 
33 Ibidem, p. 58. 
34lArchivio Lombardo-Veneta, 291160, S. Giuliano, 12 gennaio 1866. 
35 Citato da BRAZZAROLAB., Biografia del Servo di Dio ... , p. 58. 
36 BRAZZAROLA B. (a cura di), Scritti del Padre Luigi Tezza ... pp. 277-278. 
37 TERESA DI GESÙ, Vita, in «Opere», Postulazione generale, Roma 1985, pp. 74-75. 
38 Pio IX, il IO settembre 1847, estese alla Chiesa intera 1'ufficio proprio e la messa del Patrocinio di san Giuseppe, fissando la festa alla terza domenica dopo Pasqua con il rito doppio di seconda classe. Tale festa era già stata ottenuta in precedenza da alcuni Ordini religiosi, tra i quali i Camilliani, che la ottennero nel 1728 (Cfr. STRAMARE T., Gesù lo chiamò padre ... , p. 60). 
Secondo Leone XIII il fondamento teologico del patrocinio di san Giuseppe è costitutito «dall'essere egli sposo di Maria e padre putativo di Gesù Cristo ... La casa divina, che Giuseppe resse con funzioni quasi paterne, conteneva in germe la Chiesa nascente ... Ne deriva, quindi, che il santo patriarca senta che gli è in particolar modo affidata la moltitudine di cristiani formanti la Chiesa: l'immensa famiglia, cioè, sparsa per 
tutta la terra, sulla quale egli, in quanto sposo di Maria e padre di Gesù, esercita un'autorità patema» (DÈNZINGERH., Enchiridion Symbolorum
definitionum et declarationum de rebus fidei et morum, a cura di HùNERMANN P., Edizioni Dehoniane, Bologna 1996, 3260). 
Leone XIII esorta inoltre «tutti i fedeli di qualsiasi luogo e condizione a raccomandarsi e affidarsi con fiducia al patrocinio e alla tutela del beato Giuseppe», la cui intercessione presso Dio da Pio IX viene definita «onnipotente» (Cfr. STRAMARE T., Giuseppe, sposo di Maria, in BIBLIOTECA SANCTORUM, Edizioni Città Nuova, Roma 1965, vol. VI, colI. 1267). 
Il patrocinio di san Giuseppe «viene invocato in modo particolare per l'infanzia e gli educatori, per le anime che si trovano o aspirano alla perfezione, per i vergini, per le vocazioni sacerdotali, per gli sposi, per le famiglie cristiane, per i poveri, per i bisognosi di alloggio, per gli operai, per i tentati, per le situazioni dubbie ed infine per i morenti, dei quali è il più efficace protettore» (STRAMARE T., Gesù lo chiamò padre ... , p.64). 
39 BRAZZAROLA B. (a cura di), Scritti del Padre Luigi Tezza ... , pp. 271-272. Padre Tezza mantenne per tutta la sua vita le promesse fatte quando era ancora novizio e giovane sacerdote; non deluse mai la fiducia e la stima che gli erano state riposte dai suoi superiori. Nell'adempimento dell'ufficio diede prova di grande capacità; la sua parola era sempre prudente, ispirata a saggezza e virtù sullo stile di san Francesco di Sales di cui ricordava la figura. 

👉 continua domani



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