Due nuove fiore nel giardino del Cielo
La nostra Madre Vannini parlava dei "primi fiori del giardino" che il Signore coglie per adornare il Paradiso.
Oggi il giardino della carità si è arricchito di altri 2 fiori.
Con fede e riconoscenza ricordiamo:
Suor Herminia (María Nélida) DIÉGUEZ di nacionalità argentina
Tornata alla casa del Padre il 15 luglio 2026, alle ore 15:45 (ora locale), nella Clinica San Camillo di Buenos Aires in Argentina.
Suor Herminia (María Nélida), aveva 89 anni e 1 mese, dei quali 68 di vita religiosa, spesi al servizio di Dio e dei fratelli e sorelle ammalati. Nacque il 13 giugno 1937 a Lucas Norte (Entre Rios) – Argentina, da Ramon e Zenona Vera. Entrò nell’Istituto a Buenos Aires il 25 marzo 1956; iniziò il noviziato il 19 marzo 1957. Emise la Professione Religiosa il 19 marzo 1958 e la Professione Perpetua il 19 marzo 1962, sempre a Buenos Aires.
Suor Herminia ha dedicato tutta la sua vita al servizio dei malati e alla formazione degli operatori sanitari, vivendo con fedeltà e passione il carisma di San Camillo. Nel corso degli anni ha prestato il suo servizio in diverse comunità dell'Istituto, tra Buenos Aires, San Antonio de Areco, Grottaferrata, Roma, Córdoba e nuovamente Buenos Aires, svolgendo con generosità incarichi molto diversi tra loro: dall'assistenza alle anziane ai servizi sanitari di laboratorio, emoterapia e radiologia, dall'amministrazione alla formazione.
Ovunque l’obbedienza l’abbia chiamata a servire, ha saputo mettere a disposizione le sue capacità con creatività, responsabilità e autentica carità camilliana. Infermiera, docente e formatrice altamente qualificata, ha arricchito costantemente la propria preparazione professionale e religiosa attraverso studi infermieristici, pastorali e teologici, senza mai cercare affermazione personale, ma orientando ogni competenza al servizio dell'Istituto, della Chiesa e dei fratelli sofferenti.
È stata tra le figure più significative nella nascita e nello sviluppo dell'Istituto di Infermieristica "Padre Luis Tezza", del quale fu dapprima segretaria e docente e successivamente direttrice per molti anni. Qui ha lasciato un'impronta profonda, formando generazioni di infermieri e operatori sanitari. Convinta che essi fossero, secondo l'espressione di San Camillo, le "cento braccia della carità", ha dedicato energie, intelligenza e passione alla loro preparazione umana, professionale e spirituale. Ma ciò che insegnava lo viveva anzitutto in prima persona: nella vicinanza ai malati, nell'attenzione alle persone più fragili e nell'aiuto concreto offerto con discrezione a quanti attraversavano momenti di sofferenza e di prova.
Ha ricoperto inoltre gli incarichi di Vicaria e Consigliera Provinciale, offrendo il proprio contributo con equilibrio, competenza e spirito di comunione.
Negli anni trascorsi a Córdoba si è dedicata con particolare attenzione al servizio delle sorelle anziane, accompagnandole con delicatezza e squisita carità. Negli ultimi anni, pur segnata dalla fragilità della salute, ha continuato a collaborare con lucidità e disponibilità nelle attività amministrative e nei servizi che le venivano affidati, conservando serenità, interesse per la missione dell'Istituto e amore per la sua amata Scuola "Padre Luis Tezza".
Donna di vasta cultura, instancabile studiosa e appassionata educatrice, è sempre rimasta una religiosa semplice, nonostante le numerose responsabilità che le sono state affidate. In questa fedeltà umile e operosa riconosciamo oggi l'eredità più bella che lascia alla nostra Famiglia religiosa e a quanti hanno avuto il dono di conoscerla. Il Signore l'ha chiamata a sé dopo un periodo segnato dalla malattia, vissuta con fede e serenità.
La sua vita testimonia come competenza professionale, fede e carità possano fondersi armoniosamente in una totale dedizione a Dio e ai fratelli sofferenti.
Le parole del Vangelo proclamato nel giorno del suo ritorno alla Casa del Padre sembrano illuminare e riassumere il segreto della sua esistenza:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra,
perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti
e le hai rivelate ai piccoli» (Mt 11,25).
Ringraziamo il Padre Celeste per la vita e la vocazione di Suor Herminia e, nelle Sue braccia misericordiose, l'affidiamo con piena fiducia, certe della promessa di accogliere nella sua gioia eterna questa figlia e sposa fedele. Possa dal Cielo intercedere per la Chiesa e per il nostro Istituto, ottenendo il dono di tante e sante vocazioni, e per ciascuna di noi la fedeltà e la perseveranza nel cammino della consacrazione.
Chiediamo per la carissima Sorella le consuete preghiere di suffragio e invitiamo quanti l'hanno conosciuta a condividere ricordi e testimonianze, affinché la memoria del bene da lei seminato rimanga viva e feconda nel cuore di tutte noi.
Riposi nella pace del Signore.
Suor M. Emidia (Anna Miranda) PANTANO di nazionalità italiana
Tornata alla casa del Padre il 10 giugno 2026, alle ore 07:43 nella nostra Casa di Cura di Cremona.
Suor Emidia aveva 87 anni e 10 mesi, dei quali 67 vissuti nella vita religiosa, spesi al servizio di Dio e dei fratelli e sorelle ammalati. Nacque il 26 luglio 1938 ad Atessa, in provincia di Chieti, da Francesco e Maria Grazia Natale. Entrò nell’Istituto a Torpignattara (Roma) il 30 maggio 1956; iniziò il noviziato il 29 settembre 1957; emise la Professione temporanea il 19 marzo 1959 e quella perpetua il 19 marzo 1962, sempre a Torpignattara.
Suor Emidia esercitò il ministero camilliano in diverse comunità d’Italia. Fu presente a più riprese a Rieti (1959-1965; 1976-1977; 1978-1988), a Brescia presso la Casa di Cura S. Camillo (1966-1976; 1988-1992), ad Augusta (1977-1978) e in altre comunità. Prestò servizio anche nella comunità di Bondo già nel 1966 come aiuto nell’asilo, per poi ritornarvi stabilmente negli anni ’90.
Negli anni trascorsi nella comunità di Bondo si dedicò con attenzione e responsabilità all’organizzazione della vita comunitaria: preparava con generosità l’accoglienza delle consorelle nei periodi di riposo estivo, accudiva le sorelle anziane e provvedeva con premura ai servizi quotidiani, contribuendo a creare un clima di serenità. Chi l’ha conosciuta in quegli anni ricorda in particolare la sua accoglienza semplice e cordiale, il sorriso e la disponibilità nel far sentire ciascuna “a casa”. Di quel tempo resta il ricordo concreto del suo servizio silenzioso e della sua operosità, soprattutto nei gesti semplici con cui si è fatta dono alle sorelle.
Il 20 settembre 2002 fu trasferita alla comunità di Trento, dove rimase fino al 2024. Anche in questa lunga permanenza seppe rendersi presente con discrezione e attenzione: si prese cura delle sorelle più fragili con dedizione costante, vigilando sui loro bisogni e offrendo un aiuto semplice, fedele e concreto. È ricordata per la sua disponibilità, l’ordine, la precisione e una memoria viva che custodiva persone ed eventi. Si distingueva inoltre per un atteggiamento sereno, capace di accogliere con semplicità quanto le veniva offerto.
Il 10 febbraio 2024, già molto provata nella salute, venne accolta a Cremona, nel reparto dedicato alle sorelle inferme, dove ha ricevuto assistenza continua da parte del personale e della comunità. Anche negli ultimi tempi si è mostrata serena e tranquilla, vivendo la malattia con pacata accettazione.
Entrata giovane in Congregazione, Suor Emidia ha vissuto con impegno il suo servizio soprattutto negli ambienti ospedalieri, ricoprendo anche incarichi di responsabilità come caposala, distinguendosi per dedizione e senso del dovere. Dotata di abilità semplici e concrete, sapeva rendersi utile nella vita comunitaria, dalla cura della casa ai lavori di sartoria, offrendo con disponibilità ciò che aveva imparato fin da giovane.
La sua esistenza è stata segnata anche da fragilità e malattia, che nel tempo si sono accentuate. In questo cammino segnato dalla prova, riconosciamo una vita che, pur nella fatica, è stata custodita dal Signore e che ora affidiamo alla Sua misericordia. Negli ultimi anni ha vissuto un progressivo aggravarsi delle condizioni di salute, accompagnata con attenzione e carità dalle sorelle e da quanti si sono presi cura di lei.
Ringraziamo il Signore per il dono della vita e della vocazione di Sr. Emidia. La affidiamo ora al Padre, nella fiducia della sua parola:
«Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio» (Sal 15)
Chiediamo per la carissima sorella le consuete preghiere di suffragio. Chiediamo altresì testimonianze, perché il suo ricordo rimanga vivo e fecondo nel cuore di noi tutte.
Riposi nella pace del Signore.
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