Meditazione
In
questo giorno santo, mentre contempliamo «l’Uomo dei dolori», sentiamo
tremendamente
vero il messaggio rivolto da Paolo VI: «agli ammalati che cercano in
vano
il perché della sofferenza umana»; ad essi, con tutta umiltà, rispose che «il
Cristo
non ha soppresso la sofferenza; non ha neppure voluto svelarcene interamente
il
mistero: l’ha presa su di sé, e questo basta perché ne comprendiamo tutto il
valore».
empi».
Egli, è «il sommo sacerdote che ha saputo prendere parte alle nostre debolezze»
e «con il suo pieno abbandono al Padre», ci ha indicato l’unica via con la quale
trasformare ogni dolore e ogni prova in “sofferenza salvifica”.
Ascoltando
la passione secondo Giovanni sentiremo che il Padre non ha lasciato “solo”
il proprio Figlio in quel terribile momento, ma ha voluto che gli fossero accanto
«la Madre e il discepolo che egli amava». Così Maria ha raccolto l’ultimo testamento
di Gesù, il quale ci ha affidati a lei come figli e “discepoli amati”. E, come Maria
è stata “da madre” «presso la croce di Gesù», così ora, come mamma, è accanto
ad ogni nostra croce, perché ogni figlio sofferente senta il conforto della sua intercessione
e della sua presenza materna.
Preghiera:
Gesù,
io non ho il coraggio di adorare la (mia) croce, di amarla, di abbracciarla; riesco
soltanto a contemplare e baciare te, Crocifisso. Che questo umile gesto d’amore
ti spinga ad affidarmi, ancora una volta, a tua Madre, perché da lei sostenuto, possa dirti il mio sì nell'ora della prova. Amen.
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