Ritiro di Pasqua casa Madre
Approfittare di un invito. A volte è semplicemente questo che ti riporta in vita. Così è stato per chi sabato 28 marzo ha partecipato al ritiro quaresimale con la comunità di via Giusti presso lo Studentato camilliano che ha aperto le porte e ha permesso ad un gruppo di anime volenterose di stare in silenzio, pace e ascolto di sé con il Signore.
Guidati da Don Marco “siamo scesi in cantina" dove si accumulano gli irrisolti, le ferite, i dolori. Per fare Pasqua non si può lasciarli in cantina, perché Dio ha preparato la salvezza per noi anche con le cose che vorremmo cancellare.
Meditando su questo, immersi nella natura e in uno spazio degno della parola “Casa”, abbiamo potuto celebrare la messa con tutte le ferite riaperte per poterle lasciar medicare all’unico, vero medico: Cristo. Ecco, poi rinfrescati nello spirito ci siamo accostati alla tavola da fratelli, potendo gioire insieme del momento vissuto.
Accettare l’invito è il primo passo, aprire il cuore anche a ciò che fa male è il secondo, sperimentare l’Amore di Dio in tutte le nostre imperfezioni e nelle cose più dolorose attraverso l’Eucaristia e i fratelli è la dolce ricompensa della Pasqua.


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