Itinerario umano, spirituale e pastorale di P. Luigi Tezza (1)

Itinerario umano, spirituale e pastorale di P. Luigi Tezza

di p. Angelo Brusco, religioso camilliano


"Vorrei far vedere che attraverso ogni vita c'è il filo dell'amore di Dio". Queste parole del grande scrittore Julien Green mi sembrano appropriate per iniziare la presentazione dell'itinerario umano, spirituale e apostolico di P. Luigi Tezza.
Egli, infatti, ha vissuto un'esistenza lunga, movimentata, ricca di avvenimenti che lo hanno toccato nel profondo del suo essere. Dei suoi 82 anni di vita, 40 li ha trascorsi in Italia, 19 in Francia e 23 in Perù

Le attività da lui compiute sono state le più svariate: educatore, responsabile di comunità, fondatore d'un Istituto religioso, ministro dell'amore misericordioso verso gli ammalati, direttore d'anime e riformatore. Come condurre ad unità, la varietà di tante vicende, che apparentemente potrebbero apparire frammentate e anche disordinate, se non collegandole insieme con il filo d'oro dell'amore di Dio? Per mettere in evidenza questo filo d'amore, dividerò l'itinerario esistenziale di P. Tezza in varie tappe.

1. "Avanzare nella perfezione".

La prima tappa consta di 23 anni e comprende il periodo che va dalla nascita all'ordinazione sacerdotale. Il percorso compiuto dal giovane Tezza durante questo tempo è ben sintetizzato in uno scritto elaborato durante il ritiro del 7 dicembre 1851. Il quell'occasione egli si proponeva:

- "di serbare sempre inalterabile calma di spirito in tutte le circostanze della mia vita, per quanto fossero per essere difficili e penose, contrarie alle mie viste, ai miei sentimenti;
- di abbracciare volentieri per amore del Cuore SS. di Gesù, senza mai lamentarmi, ogni maniera di afflizioni, disprezzi, ingiurie, maltrattamenti, disonori che mi possono in qualunque maniera arrivare;
- di starmene sempre sempre sempre tranquillo in quel luogo, condizione, ufficio venga posto dalla santa obbedienza, di nulla mai chiedere, nulla mai rifiutare;
- di approfittarmi con sollecitudine e generosità di cuore di tutte le circostanze in cui possa esercitare la mortificazione;
- di usare ogni possibile modestia nei miei sensi e di costringerveli anche con speciali mortificazioni;
- di dedicarmi ad avanzare ogni giorno nella perfezione approfittandomi di tutte le occasioni che mi si offrono e di dedicarmi con ogni possibile impegno al bene delle anime, e massimamente dei miei confratelli religiosi...".

Da questo ritratto interiore, che secondo il biografo P. Bruno Brazzarola, è rimasto inalterato durante tutta la vita, appare chiaramente come il giovane Tezza abbia compiuto un significativo cammino di crescita umana e spirituale, raggiungendo un soddisfacente senso d'identità, la capacità di donarsi, un rapporto equilibrato tra bisogni e valori, per cui la soddisfazione dei bisogni di amore, di autoaffermazione e di stima viene guidata dai valori superiori della donazione a Dio e al prossimo. Quali fattori hanno influenzato la sua crescita? La risposta a questi interrogativi ci porta ad accennare agli avvenimenti più importanti di questo periodo della vita del Tezza e alle figure che lo hanno accompagnato.

Nasce il 1 novembre 1841 a Conegliano. Suo padre, Augusto, che era medico condotto, a causa della professione deve trasferirsi, portando con sè la famiglia, prima a Venezia e poi a Dolo. Muore nel 1850 quando il figlio Luigi aveva compiuto da poco gli 8 anni.

Dopo la morte del marito, la madre, Caterina Nedviedt, ritorna con il figlio a Conegliano, per trasferirsi, poi, a Padova. In quella città, dove Luigi ha modo di conoscere i religiosi camilliani, sboccia la vocazione alla vita religiosa. A 15 anni, Luigi entra nel Seminario dei Camilliani a Verona. Nello stesso anno, la mamma diventa religiosa nell'Istituto delle Suore della Visitazione, a Padova, dove morirà nel 1880. Dal convento segue l'itinerario del figlio che supera le tappe della formazione alla vita religiosa, noviziato, professione religiosa, e viene ordinato sacerdote nel 1864, a 23 anni.

L'ambiente in cui il giovane Tezza vive si presenta come altamente favorevole ad una crescita sana. Alle condizioni economiche agiate e all'atmosfera culturale ricca di stimoli, si aggiunge un clima familiare fatto di intensi affetti e di positiva esemplarità. La perdita precoce del padre e i frequenti spostamenti geografici - che costituiscono gli elementi disturbanti di maggior rilievo - non intaccano profondamente il cammino del Tezza.
Le figure dei genitori sono entrate nella sua vita, rimanendovi come fonte di ispirazione e di forza. Dal padre, Luigi ha ereditato il senso del dovere, la dedizione al prossimo, la professionalità. L'attività paterna lo aprì al mondo della sofferenza, nel quale avrebbe poi impegnato gran parte delle sue energie. Da parte sua, la mamma gli comunicò una sensibilità profonda, capacità di tenerezza, amore per la bellezza, attenzione ai valori dello spirito. 

Negli scritti del Tezza non troviamo accenni al periodo dell'infanzia. Neppure la sua città natale, Conegliano, emerge nei suoi ricordi. Eppure, quei primi anni della sua vita - ritenuti così importanti dagli psicologi - e i bei paesaggi che Giambattista Cima, detto il Conegliano, riproduce poeticamente nei suoi quadri, come pure le tradizioni della sua città natale, trasformate dall'azione degli affetti, non hanno mancato di imprimere pennellate significative al quadro della sua vita. I suoi occhi e la sua fantasia di bambino, non sono certamente riusciti a contenere tutte le esperienze vissute in quel periodo. Esse, però, lo hanno accompagnato, emergendo di tanto in tanto sotto la spinta di misteriosi richiami.

In un contesto, ricco di umanità e di valori spirituali, la sua vocazione alla vita religiosa matura
progressivamente in Luigi. L'orientamento verso i Camilliani è stato determinato dalla professione del padre e dall'esempio dei Religiosi di San Camillo che operavano nell'ospedale di Padova. Non aveva ancora 15 anni, quando egli avvertì che era tempo di dir sì al Signore. Il 29 ottobre 1956 la mamma lo accompagna a Verona, dove è accolto da P. Luigi Artini, religioso eminente dell'Ordine camilliano, grande educatore. Nell'Artini, il Tezza vede una seconda figura di padre. Nasce una relazione positiva, che durerà a lungo. A Verona, egli è ormai in grado di rendersi conto dell'ambiente politico, culturale e religioso in cui si trova il Veneto e l'Italia: l'acceso clima risorgimentale, i residui dell'illuminismo portato dalle armate
napoleoniche e, nello stesso tempo, il fiorire della vita religiosa. Solo a Verona, nel 1800, nascono più di dieci Congregazioni religiose di vita attiva, capaci di tradurre in termini evangelici, soprattutto nel servizio verso i poveri, e i malati, l'ideale della filantropia predicato dalla rivoluzione francese. La presenza camilliana nel Lombardo-Veneto è giovane, costituita da persone di rilievo, cresciute alla scuola di un uomini eccezionali, quale il Padre Camillo Cesare Bresciani, poeta, oratore, grande pedagogo, amico dei poveri e dei malati, e il già ricordato P. Luigi Artini.

A 23 anni, il Tezza esce dal seminario pronto per affrontare le difficili sfide della vita apostolica. "Eminentissimo in scienza e virtù", lo definisce il suo formatore, P. Artini.

Commenti