San Giuseppe nella famiglia camilliana 5 parte

Vi proponiamo per accompagnare la Novena di San Giuseppe, la Tesi di Magistero in Scienze Religiose Indirizzo didattico 

“San Giuseppe nella Teologia e nella vita della Chiesa con particolare riferimento all’ Istituto delle Figlie di San Camillo”

di Suor Eliane Köhler presentata alla Pontificia Università Lateranense Facoltà di teologia Istituto Superiore di Scienze Religiose «Ecclesia Mater» Roma 1997. 

Dal Capitolo III segue....

Padre Luigi Tezza

Fin da giovane il Tezza coltivò, insieme alla devozione a Maria Santissima, uno speciale amore per san Giuseppe. 

Luigi entrava dai Camilliani il 30 ottobre 1856, all'età di 15 anni, nella casa di Santa Maria del Paradiso, in Verona, provincia Lombardo-Veneta dell'Ordine dei Ministri degli Infermi; l'8 dicembre dello stesso anno iniziava il noviziato sotto la guida di padre Luigi Artini'27 e il 21 maggio 1864, sempre a Verona veniva ordinato sacerdote. 

Il tempo del noviziato e in particolare la figura dell'Artini ebbero un'importanza decisiva nella vita del Tezza. Alla scuola di quel maestro dalle doti eccezionali, Luigi comprese che la missione del camilliano, a cui si sentiva chiamato, non poteva essere compiuta se non da un'anima piena di Dio. Decise di voler tendere alla santità con tutte le forze, mettendo a fondamento della vita spirituale l'umiltà, la fede, la carità. L'abbandono in Dio e nella sua Divina Provvidenza divengono via via, la caratteristica fondamentale del suo vivere; prediletto della croce, predilige la croce, cercando alimento e sostegno nella devozione eucaristica, nella filiale confidenza in Maria Immacolata28 e nella protezione del «più amabile e potente dei beati comprensori». 

Con la Provincia Lombardo-Veneta, nata praticamente nel 1842, iniziava per l'Ordine di San Camillo una ripresa generale, anche per quanto riguardava la devozione a san Giuseppe. Per l'Ordine dei Ministri degli Infermi, come per quasi tutta la Chiesa la commemorazione di san Giuseppe era recente. A distanza di un mese da quando Pio IX l'aveva proclamato Patrono della Chiesa universale, padre Artini, con  la sottoscrizione di tutti i Superiori della Provincia, chiedeva alla Consulta generale che il padre Putativo di Gesù venisse proclamato Patrono speciale dell'Ordine, e ne fosse inserita la commemorazione nelle preghiere comuni29. Respinta la prima domanda, apparsa superflua, venne concessa la seconda per le Case della Provincia Lombardo-Veneta, e fu prescritto che si dicesse «immediatamente dopo quella dell'Immacolata Concezione» con l'antifona versetto e responsorio dei secondi Vespri dell'Ufficio proprio. Poco tempo dopo, la commemorazione del Santo fu inserita anche nelle preghiere del mattino come appare dal Manuale delle Orazioni Comuni .. con l'antifona versetto e responsorio delle Lodi. 

Sempre nella provincia Lombardo Veneta, negli Avvisi per i novizi, troviamo un altro passo in cui si raccomanda ai novizi di nutrire una grande venerazione verso san Giuseppe: 

«Poiché il Noviziato è consacrato al glorioso san Giuseppe è bene che nutra grande venerazione verso questo caro Santo e si raccomandi a Lui in modo speciale come a Maestro della vita interiore e, come a patrono della buona morte, affidi a Lui i poveri ammalati»30, Padre Tezza impersonò lo spirito di rinnovamento della provincia Lombardo Veneta di cui è figlio ed esponente, fece propria la devozione che in essa si nutriva verso il patriarca Giuseppe e, più tardi, trasmise la stessa devozione alla madre Giuseppina Vannini e alle Figlie di San Camillo. 


27 Luigi Artini nacque in Verona il5 dicembre 1808, fu ordinato sacerdote il 24 settembre 1831, entrò tra i camilliani a Verona il 29 ottobre 1842, fece la professione religiosa 1'8 settembre 1843. Primo superiore del noviziato di S. M. del Paradiso il 9 settembre 1843. Maestro dei novizi, vicario provinciale e padre provinciale. Morì a Verona il 7 marzo 1872. Austero ed esigente con se stesso e con gli altri, inflessibile e tenace, l'Artini era animato da buon senso e da retta intenzione. Svolgeva il compito di direttore delle anime e di educatore con larghezza di vedute, severità e amore. Sapeva legare affettivamente a sé le persone con cui trattava e portarle al Signore. Il piccolo santuario del noviziato fu da lui spiritualmente edificato nel silenzio, nella pietà e nel sapere. Rimase quasi trent'anni nell'assidua cura delle anime (Cfr. OSELLA C., Il carisma dell'assistenza agli infermi e Padre Luigi Tezza, Pontificia Università Lateranense, Roma 1983, p. 26). 

28 Cfr. Ibidem, p. 27. 

29 Cfr. Archivio Generale dei Ministri degli Infermi, 2356/2. Suppliche e lettere alla Generale consulta sotto il generalato del P. Camillo Guardi (J 867-1884), documento n. 7. 

30 Avvisi per i Novizi della provincia Lombardo-Veneta, Casa di Noviziato S. Giuliano, Verona 1934, p.15. 

👉 continua domani




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