San Giuseppe nella famiglia camilliana 7 parte

Vi proponiamo per accompagnare la Novena di San Giuseppe, la Tesi di Magistero in Scienze Religiose Indirizzo didattico 

“San Giuseppe nella Teologia e nella vita della Chiesa con particolare riferimento all’ Istituto delle Figlie di San Camillo”

di Suor Eliane Köhler presentata alla Pontificia Università Lateranense Facoltà di teologia Istituto Superiore di Scienze Religiose «Ecclesia Mater» Roma 1997. 

Dal Capitolo III segue....

Stando a Roma il Tezza insegnava ai suoi novizi di avere soprattutto una disponibilità totale all'obbedienza; questa stessa obbedienza venne richiesta a lui il 10 agosto 1871 quando dovette lasciare Roma per recarsi in Francia come maestro del Noviziato di quella neo provincia camilliana. In seguito, in terra francese, ricoprirà successivamente diversi uffici di responsabilità: vice superiore, procuratore della casa di Lille, vice provinciale e superiore provinciale40

La continua fiducia che padre Tezza ebbe nella potentissima intercessione di san Giuseppe la possiamo vedere in una Lettera circolare da lui scritta il 7 marzo 1879 e indirizzata ai Padri e fratelli della provincia di cui egli era in quel momento vice provinciale. Scrive: 

 ... Se le gravi e urgenti necessità spirituali e materiali della nostra Provincia ci obbligano da una parte a raddoppiare lo zelo e il fervore nella osservanza delle nostre Sante Regole e nella pratica delle virtù religiose, esse devono, d'altra parte, farei sentire il bisogno pressante di sollecitare con preghiere speciali le secours de la Divina Bonté. Per questo, avvicinandosi la festa di san Giuseppe, protettore e patrono principale del nostro Ordine, vi raccomandiamo instantemente di voler indirizzare a Dio le vostre preghiere più ferventi per l'intercessione potentissima di questo glorioso Patriarca, per implorare le sue benedizioni sulla nostra cara Provincia di Francia e su ciascuna casa»41

Nella stessa lettera esortava a celebrare solennemente le Novene precedenti le feste di san Giuseppe: 

«Vi esortiamo di celebrare quest'anno il più solennemente possibile la Novena precedente le due feste di san Giuseppe, del 19 marzo e del Patronato che avrà luogo la terza domenica dopo Pasqua. Tutti i fratelli faranno, per lo meno, tre volte la Santa Comunione secondo la nostra intenzione; i padri faranno tutti i giorni un Memento speciale nella santa Messa e nel giorno permesso dal rito aggiungeranno nella santa Messa l'orazione: "Deus, qui ineffabili"»42

Conclude la lettera dicendo:

«...durante le due novene, dopo le preghiere comuni si reciterà 9 volte l'invocazione: "Obscecro Te, Sancte Jospeh, suscipe causam istam in manu tua43

In un altro scritto ritroviamo ancora la stessa fiducia del Padre nel glorioso Patriarca: 

«San Camillo e san Giuseppe, nei quali ho messo la mia fiducia, e in onor dei quali ho fatto una Novena di Messe per la riuscita di quest'affare, mi ispirano a ricorrere a lei, e le confesso che, obbedendo a questa ispirazione, ho compiuto un atto che ha del soprannaturale ... »44

Nel 1885 la neo Provincia francese si consolidava in seno all'Ordine e acquistava la sua autonomia con l'erezione, diventando Provincia francese Camilliana; padre Tezza venne eletto provinciale; fu questo, però, l'ultimo periodo del Padre in Francia. Nel 1889 in qualità di provinciale, partecipò al XXXVI capitolo generale e venne eletto primo consultore e procuratore generale dell'Ordine. Roma divenne allora la sua sede, dove dimorerà dal 1889 al 1898 quando ritornerà ancora per due anni in Francia prima di imbarcarsi per l'America. 

Il periodo del 1889-1898 corrisponde agli anni della maturità del Servo di Dio padre Luigi Tezza. Fu in quest'epoca che egli conobbe la giovane Giuditta Vannini ed insieme a lei diede inizio alla Congregazione delle Figlie di San Camillo il giorno 2 febbraio 1892. Egli trasfuse nella nascente Congregazione la sua pietà, il suo ardore di apostolo, la sua carità per gli infermi, l'ardente devozione a Maria Immacolata, al Sacro Cuore di Gesù e alla Divina Provvidenza; essendo l'opera da lui fondata della Divina Provvidenza, la pose sotto la protezione di san Giuseppe. Il padre Luigi Tezza era un uomo di Dio. Il Signore l'aveva prevenuto e l'accompagnava con doni straordinari che se non erano - a rigore di termini - quelli del taumaturgo, erano indubbiamente i doni d'intuizione dei cuori e delle anime allo scopo di guidarle nelle vie della perfezione cristiana e religiosa45

Dopo appena 6 anni dalla Fondazione dell'Istituto il Padre dovette lasciare ancora una volta Roma; era il primo distacco dalle sue figlie. Il distacco definitivo avverrà nel 1900 quando verrà nominato covisitatore della Comunità di Lima, nel Perù. Il Fondatore trasfuse la ricchezza della sua anima in quella delle figlie, non solo direttamente attraverso il ministero di confessore e maestro spirituale, quando era ancora in mezzo a loro, ma anche dopo per mezzo della Cofondatrice, che in quei pochi anni che poterono camminare insieme, era divenuta, per così dire, la figlia del suo cuore. 

L'innesto del Tezza sul tronco camilliano di Lima fu oltremodo fecondo; qui l'attendevano la comunità religiosa di Santa Maria della Buena Muerte, gli ammalati della città, gli ospedali ... un lavoro imponente per un uomo di 59 anni di età, reduce da un non ordinario curriculum vitae in Italia e in Francia, dove aveva speso le sue migliori energie46. Lima divenne la sua terza patria e a Lima avrà termine la sua vita terrena, dopo lunghe peregrinazioni per le vie del mondo il 26 settembre 1923, «amato da tutti come padre e venerato come santo»47

41-43 Citato da BRAZZAROLA B., Padre Luigi Tezza, Camilliano ... , pp. 242-243. 
44 OSELLA c., Il carisma dell'assistenza agli infermi ... , p. 40.
45 BRAZZAROLA B., Padre Luigi Tezza, Camilliano ... , p. 283. 
46 Ibidem, p. 349. 
47 BRAZZAROLA B. (a cura di), Scritti del Padre Luigi Tezza ... , p. x. 

👉continua domani



👉AVE GIUSEPPE (canto di Debora Vezzani)


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