Polonia 8 dicembre 2025 - 26 agosto 2025
Un doppio anniversario di gioia e gratitudine!
Suor Teresa Popenda ha celebrato il suo 50° anniversario di professione religiosa in due date mariane speciali: l'8 dicembre, Solennità dell'Immacolata Concezione e giorno della chiusura dell'anno giubilare camilliano, e il 26 agosto, Festa della Madonna Regina della Polonia, sua patria.
Ci uniamo in preghiera e gioiamo insieme a lei per celebrare questo importante traguardo nella sua vita, testimone della misericordia e dell'amore di Dio.
Prima, riviviamo la celebrazione dell'8 dicembre, giorno in cui ha pronunciato la sua Professione religiosa 50 anni fa; poi, la celebrazione del 26 agosto; e infine, Suor Teresa ci racconta la sua vocazione.
8 dicembre 2025
Da una nostra traduzione
Mentre viviamo un altro Natale nelle nostre vite, desidero che possiamo aprirci con coraggio e senza paura a Dio, che viene in questo Bambino straordinario. Lasciamo che Egli dimori in noi come il Dio della verità, dell'amore e della bontà, perché solo pieni di un tale Dio diventeremo veri servitori della speranza, che permetterà anche agli altri di scoprire il volto amorevole di Dio.
Possa questo incontro festoso con Gesù Redentore riempirci di luce e pace, e possa Egli aiutarci a diventare coraggiosi testimoni della Buona Novella.
Possa questo incontro festoso con Gesù Redentore riempirci di luce e pace, e possa Egli aiutarci a diventare coraggiosi testimoni della Buona Novella.
Originale
Przeżywając kolejne w naszym życiu Boże Narodzenie pragnę życzyć, abyśmy odważnie i bez lęków otworzyli się na przychodzącego w tym niezwykłym Dziecku Boga. Pozwólmy, aby On w nas zamieszkał jako Bóg prawdy, miłości i dobra, bo tylko napełnieni takim Bogiem staniemy się prawdziwymi sługami nadziei, która pozwoli również innym ludziom odkryć miłujące oblicze Boga.
Niech to świąteczne spotkanie z Jezusem Odkupicielem napełni nas światłem i pokojem, niech pomoże nam stawać się odważnymi świadkami Dobrej Nowiny.
Niech to świąteczne spotkanie z Jezusem Odkupicielem napełni nas światłem i pokojem, niech pomoże nam stawać się odważnymi świadkami Dobrej Nowiny.
26 agosto 2025
Beata Vergine Maria, Regina della Polonia Rusinowice, , alle 11:00 nella chiesa parrocchiale di Rusinowice, abbiamo celebrato 50 anni di vita religiosa di Sr Teresa Popenda, con la Celebrazione eucaristica presieduta da S.E. Mons. Jan Kopiec, Vescovo di Gliwice, concelebranti molti sacerdoti e confratelli camilliani.
Sono giunte da Roma, Sr Melanie Bonou, Consigliera generale, Sr Paula De Jesus Oliveira, Sr. Beata Kupka, Sr. Jacinta Markiel e le sorelle della nostra comunità di Opole, oltre a molti amici del Centro di Rusinowice.
Al "Centro Riabilitativo San Raffaele Arcangelo" di Rusinowice si è tenuta una solenne Santa Messa.
Il vescovo Mons. Jan Kopiec ha ringraziato Dio per i 50 anni di vita di Sr Teresa, per il dono della sua dedizione alla Congregazione delle Figlie di San Camillo e per tutto il bene che prodigato ai malati, alla comunità e all'intera Chiesa, per la sua fedeltà e perseveranza. La celebrazione si è conclusa con un solenne Te Deum.
Elenco dei celebranti e partecipanti
Vescovo emerito Jan Kopiec,
Parroco do Rusinowice Piotr Paszko,
Direttore del Centro di Rusinowice Kazimierz Tomasiak,
Piotr Maniurka Profesore dell’arte della Chiesa,
Józef Mrochen,
Dariusz Karon,
Krystian Worbs,
Helmut Piechota,
Rafał Wodzem,
Krzysztof Kapica,
Stefan Ziaja,
Franciszek Balkon,
Alojzy Drozd Zbigniew Gajewski,
Parroco di Opole,Mateusz Buczka
Bernad,
Franciszek Bieniek,
Czesław Hensel
Br Tadeusz Bielą,
Nr Andrzej Piwowar
Video Frammenti Processione Ingresso 26 agosto 2025
Suor Teresa ci racconta!
Sono Suor Maria Teresa Popenda, polacca. Vivo in Polonia da più di undici anni. Il 26 agosto 2025 abbiamo festeggiato il cinquantesimo anniversario della mia professione religiosa. Sembra ieri, e sono già passati cinquant'anni.
La mia formazione l'ho fatta tutta a Grottaferrata, in Italia, e ho trascorso più di quarant'anni fuori dalla Polonia. Sono stata in Africa, un po' in Sicilia, e ho vissuto in diverse località d'Italia: Brescia, Cremona, vicino a Milano, a Seveso, per il cambio di una sorella che è stata male, e a Torre dei Picenardi, dove ho trascorso forse più di dieci anni. Questo paesino si trova vicino a Cremona.
In agosto ho celebrato un importante anniversario: 50 anni di professione religiosa. Sebbene la mia data di professione sia l'8 dicembre, questo mese scorso ho ricordato con gratitudine il mio cammino di fede.
La mia vocazione è forse iniziata nella parrocchia di San Camillo, dove ho visto i padri camilliani. Mi piaceva sempre vederli vestiti da preti, con quella croce rossa che spiccava da lontano.
Ho frequentato diverse scuole e ho lavorato per sei anni prima di entrare in convento. Non sapevo nemmeno che le suore camilliane esistessero, ma dicevo sempre che sarei entrata tra di loro.
Un giorno, un padre camilliano responsabile della gioventù mi disse: “Guarda, fra due giorni arrivano le prime suore camilliane dopo trentadue anni in Polonia.” Fu una grande emozione conoscerle. Così, ho incontrato queste suore, e loro sono tornate in Polonia nel 1969. Io sono entrata nel 1971.
Dopo un anno, sono andata a Roma, accompagnata dal parroco della parrocchia dove abitavano le suore. Poi, partii per il Burkina Faso, un tempo chiamato Alto Volta, un nome che ormai pochi conoscono. Lì sono rimasta due anni nella maternità insieme a Suor Carmelina Odorizzi.
Rientrata in Italia, dopo ripartii per quattordici anni al Benin. A dire la verità, lo ripeto sempre, ho lasciato la metà del mio cuore nel “la mia Africa”.
Ancora una volta tornai in Italia, ma con il desiderio di tornare in Polonia, sentendo il passare degli anni, e così Madre Zelia mi ha permesso di tornare in Polonia, dove abbiamo una comunità a Opole, che ospita un ricovero per signore anziane. Attualmente abbiamo 25 posti letto.
Due anni fa, Madre Zelia mi ha chiesto se fossi disponibile a trasferirmi in una comunità diversa: un centro per bambini con disabilità, Rusinowice. Ho sempre risposto di sì, e sono andata. Tuttavia, sono tornata poi alla comunità di Opole. Posso dire che anche lì ho lasciato un'altra metà del mio cuore. Chi mi ascolta sorride e dice: “Adesso sei senza cuore… metà in Africa e metà con i bambini del centro.”
Ma nonostante tutto, ho ancora qualche briciola nel cuore per respirare e vivere. Partire da quel centro mi costava e mi costa ancora molto.
La vocazione non è facile, perché ognuno la vive in modo diverso. Ognuno dovrebbe provare questi momenti e, senza paura e senza tanti pensieri, rispondere al Signore “sì”.
Ma ciò che è davvero importante è che questo sì duri fino alla fine. Grazie.

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